Sì capisce che è iniziata la battaglia finale sulla separazione delle carriere e che sarà senza esclusioni di colpi da come gli avversari della riforma stanno già cominciando a raschiare il fondo del barile.
A cura di Michele Bontempi – penalista del Foro di Brescia.
Ma, del resto, si sa, i maestri della coerenza, abituati a saltare da una parte all’altra della staccionata come nella pubblicità “olio cuore” degli anni 90, hanno il fiuto per smascherare gli incoerenti e, così rovistando in chissà quali carte, hanno estratto dal cilindro del cappello un bel coniglio: un comunicato della Procura delle Repubblica di Venezia del 3 maggio 1994 contrario alla separazione delle carriere firmato da uno stuolo di magistrati fra i quali anche Carlo Nordio, attuale Ministro della Giustizia promotore della riforma.
Non importa che siano passati oltre 20 anni, quale fosse il contesto in cui venne fuori tale presa di posizione (posto che all’epoca, a proposito di democrazia e pluralismo, vi erano correnti favorevoli alla separazione delle carriere all’interno della stessa magistratura), e che, così come i tempi cambiano, anche le persone e le idee posso cambiare.
Ma è davvero sintomo di incoerenza che un giurista, dopo 20 ann, possa aver mutato opinione su un tema giuridico, quando gli stessi esponenti dell’opposizione molto meno di 20 anni fa avevano manifestato ampie aperture verso la riforma della separazione delle carriere e solo 2 giorni fa in Senato brandivano la Costituzione nella mano agitandosi come dei forsennati ? Se questo sarà il metodo comunicativo della campagna referendaria del prossimo anno, viene da domandarsi quali siano i contenuti di idee per convincere i cittadini a votare contro la separazione delle carriere.
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