Il Commento di Michele Bontempi

Assurdo: la nave “Mare Jonio” di Mediterranea Saving Humans accusata dalle autorità italiane di avere istigato i migranti libici a sottrarsi ai controlli della Guardia nazionale. Anziché chiedere conto alla stessa Guardia Libica dell’avere sparato contro Mare Jonio il 4 aprile scorso per farla desistere dal tentativo di salvataggio di 56 persone che si erano gettate in mare per paura, le autorità italiane interrogano il comandante di Mare Jonio e lo accusano di istigazione alla disobbedienza alla legge, mentre in realtà stava solo cercando di salvare 56 persone. Una sfilza di convenzioni internazionali ma anche una regola non scritta che vige dalla notte dei tempi impongono al comandante di una nave l’obbligo di prestare soccorso a chiunque sia trovato in mare in pericolo di vita e nel nostro ordinamento l’art.1158 del Codice della Navigazione lo punirebbe con la reclusione fino a 2 anni qualora abbia omesso di prestare assistenza ovvero di tentare il salvataggio di persone in pericolo.
Senza alcuna bandiera politica gli avvocati devono denunciare questa continua violazione dei diritti umani e tutelare i diritti dei più deboli, a prescindere da ogni ragione che li ha portati ad essere in pericolo.
In merito alle quali non si può neppure tacere il fatto che la Libia non è considerata “porto sicuro” dagli organismi internazionali; a maggior ragione è assurdo che una nave che cerca di impedire che degli esseri umani muoiano in mare o vengano “catturati” dall’autorità di uno Stato che non è “posto sicuro” sia sottoposta a fermo amministrativo.

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