In questo spazio di condivisione riporteremo contributi utili alla riflessione. Al fine di stimolare un “dibattito giuridico” tra i cultori del diritto: giuristi, avvocati, magistrati e accademici su questioni di diritto, interpretazioni di leggi o applicazioni di norme.
Sì
Le ragioni del Sì sono tante, e noi abbiamo dedicato questo intero numero a riassumerle e a ricordarle a chi si appresta a votare.
Una riforma attesa da oltre trent’anni, che completa il percorso iniziato da Giuliano Vassalli con la riforma del processo penale nel 1988, e consolidato con la riforma dell’art. 111 della Costituzione, con i princìpi del giusto processo ora scolpiti nella nostra Carta fondamentale. Una riforma che ci libera dalla triste compagnia di Turchia e Romania, allineando l’Italia a tutte le democrazie contemporanee. Ed ancora, una riforma che libera la magistratura dal giogo asfissiante del controllo politico del sindacato dei magistrati, obiettivo inutilmente inseguito da ben otto cambi di sistema elettorale del CSM.
Ma la vittoria del Sì assumerebbe ora un significato ancora più importante …
Gian Domenico Caiazzza
34 BUONE RAGIONI PER DIRE SÌ ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE
- Perché il giusto processo si deve svolgere nel contraddittorio fra le parti, in condizioni di parità, dinanzi a un giudice terzo e imparziale. Secondo la stessa giurisprudenza costituzionale, l’imparzialità è solo “un aspetto di quel carattere di “terzietà” che connota nell’essenziale tanto la funzione giurisdizionale quanto la posizione del giudice, distinguendola da quella degli altri soggetti pubblici, e condiziona l’effettività del diritto di azione e difesa in giudizio”.
- Perché la parità fra le parti si realizza solo se il giudice è terzo ossia equidistante dalle parti stesse nella sua distinta posizione ordinamentale.
…
Luca Marafioti, Oliviero Mazza e Daniele Negri
33 BUONE RAGIONI PER DIRE SÌ AL SORTEGGIO
- Perché controllare e valutare i magistrati non è sinonimo di sfiducia nei loro confronti, ma un’esigenza imprescindibile collegata al sistema di reclutamento per concorso, basato su prove volte ad accertare solo la conoscenza teorica del diritto.
- Perché effettività, proporzionalità e rigore non sono stati fi no ad oggi adeguatamente assicurati dalla Sezione Disciplinare del CSM.
3. Perché il controllo disciplinare risponde …(leggi tutto)
De Sanctis, Iacopino
SORTEGGIO, CONTINGENZE E COSTITUZIONE
La critica alla soluzione adottata dalla riforma costituzionale della magistratura per porre fine alla grave anomalia del controllo politico delle correnti della magistratura sull’organo costituzionale CSM, insomma la critica al sorteggio, è certamente comprensibile, giacché è evidente la natura draconiana di questa scelta legislativa.
Ovviamente non parlo della pioggia di idiozie che sentiamo o leggiamo quotidianamente sciorinare sui media e sui social, del tipo…
Gian Domenico Caiazzza
Il caso di Immacolata - ANCHE I MAGISTRATI CERCANO LE RACCOMANDAZIONI
Quando si cerca di capire un “fenomeno sociale”, come la degenerazione correntizia in magistratura, non abbiamo bisogno di puntare il dito contro quel singolo magistrato mettendolo alla gogna, con nome e cognome, come l’incarnazione di un “male assoluto”. Non è nelle nostre corde, non è musica per le nostre orecchie.
Riteniamo, quindi, di riportare una delle tante chat di Luca Palamara con i suoi colleghi, bramosi di chiedere aiuto per le loro carriere ed avere…(leggi tutto)
Alberto de Sanctis
La correntocrazia - COSA DICONO LE CHAT: SILENZIO, PARLANO LORO
Delle famigerate chat di Palamara si parla ormai da anni. Esse sono state il crinale sul quale si è infranta l’onda lunga della correntocrazia, spaccata dall’interno attraverso la più semplice e distruttiva delle manifestazioni della conoscenza: il denudamento. Basta leggerle.
E questo proviamo a fare. Su questa scia si muove, ad esempio, una serie di dialoghi avutisi tra giugno e dicembre del 2017, tra Luca Palamara e un suo collega – che chiameremo…(leggi tutto)
Giuseppe Belcastro
La guerra delle correnti - PROCURA DI ATENE, LE CHAT CHE SVELANO IL SISTEMA
Estate 2017. È da qui che partono le migliaia di messaggi estratti dal telefono di Luca Palamara dalla procura di Perugia. E mostrano dall’interno come funziona il meccanismo delle correnti mentre decidono il destino degli uffici giudiziari più importanti del Paese.
Le nomine al Consiglio Superiore della Magistratura non si giocano solo nelle commissioni e in plenum. Si giocano su WhatsApp. Il CSM, in quel quadriennio, ha gestito 1033 nomine. Uffici requirenti e giudicanti. Procure e tribunali. Ma dalle chat emerge con chiarezza un dato: le nomine non sono il risultato di una selezione meritocratica neutra. Sono il frutto di equilibri, scambi, tattiche tra correnti …(leggi tutto)
Francesco Iacopino
Il fioretto e la sciabola
Noi di PQM siamo appassionati di storia. E ci piace accostarci al presente, per meglio comprenderlo, volgendo gli occhi all’indietro. In questo numero offriamo ai lettori una passeggiata nel tempo, dal 1988 – l’anno della rivoluzione accusatoria – ai giorni nostri.
Motivo della desolante promenade, mettere in luce come la magistratura organizzata abbia costantemente osteggiato ogni tentativo di riformare l’ordinamento giudiziario e l’assetto processuale che ad esso inscindibilmente si collega. Se esiste un carattere che connota l’identità della magistratura che conta e che pesa sul terreno politico, è…(leggi tutto)
Lorenzo Zilletti
Nostalgia inquisitoria: ANM FORZA POLITICA DELLA CONSERVAZIONE
La storia di ANM, l’associazione privata che rappresenta il 96% dei magistrati italiani, narra di una radicata tradizione che la vede opporsi a tutte le riforme garantiste del processo penale. Superfluo ricordare come il codice accusatorio, il primo e finora unico repubblicano, venne affossato da una ingiustificata gragnola di questioni di legittimità costituzionale. Meglio, invece, sfogliare l’album dei ricordi, e soffermarsi su quattro nitidi fotogrammi. Partiamo dal 1988, quando venne pubblicato il rivoluzionario progetto del nuovo codice che segnava l’abbandono della cupa tradizione inquisitoria per abbracciare un modello accusatorio, fondato sulla parità fra le parti e sulla netta distinzione di ruoli fra giudice e pubblico ministero.
ANM tentò in tutti i modi di bloccare l’entrata in vigore del nuovo codice con il pretesto…(leggi tutto)
Oliviero Mazza
Contro il Codice Vassalli: IL PROCESSO DIVENTA UNO STRUMENTO DI LOTTA
Il Sindacato dei Magistrati è sceso di nuovo in campo, anche perché continua a sentire il richiamo delle sirene del sistema inquisitorio.
L’Associazione Nazionale Magistrati ha quasi messo la sordina al cuore della riforma costituzionale sulla quale i cittadini sono chiamati al referendum confermativo. I campioni eletti dal Sindacato dei Magistrati a portavoce delle ragioni del no non mancano costantemente di segnalare come la separazione delle carriere tra Giudici e Pubblici Ministeri sia cosa già realizzata nei fatti con la distinzione delle funzioni prevista dalla riforma Cartabia. Il malanimo si concentra su sorteggio e Alta Corte.
La separazione delle carriere è invece il fulcro nevralgico della …(leggi tutto)
Eriberto Rosso
La storia si ripete: C’È CHI DICE (SEMPRE E SOLO) NO
Tentativo della politica di soggiogare il Pm e limite ad autonomia e indipendenza! Spauracchio per terrorizzare elettori e spostare voti; stanco motivetto, invece, che gracchia in vecchie balere su juke-box semi-arrugginiti. Il grido di dolore è un evergreen nell’ideologia della magistratura associata. Basta tornare agli anni ’90 e, precisamente, al 3 dicembre 1991: i magistrati aderiscono allo sciopero indetto dal pifferaio A.N.M. Multipli i bersagli: il Governo, l’allora Ministro della Giustizia Martelli e, persino, il Presidente della Repubblica, reo di aver esercitato male le sue prerogative, osando contrapporsi al C.S.M. nella tollerata esondazione …(leggi tutto)
Luca Marafioti
Non è una corte marziale!
La dietrologia è la cifra stilistica di questa campagna referendaria. Non fa eccezione il tema dell’Alta Corte che viene descritta dagli oppositori alla riforma come un tribunale politico contro i magistrati, una sorta di corte marziale postbellica di epurazione, un vero e proprio plotone di esecuzione. Tutto, ancora una volta, falso.
Stefano Ceccanti, costituzionalista, già senatore e deputato del PD, sostenitore del Sì al referendum, ci ricorda che…(leggi tutto)
Alberto de Sanctis
Parlano i numeri: CONTROLLO DISCIPLINARE E INTERESSE PUBBLICO
Ancora una volta è utile ricordare perché la responsabilità disciplinare dei magistrati merita grande attenzione. La rilevanza del controllo disciplinare è dovuta, quanto meno, a tre ordini di ragioni.
In primo luogo, essa è collegata al sistema di reclutamento dei magistrati in vigore nel nostro Paese (e comune a molte democrazie dell’Europa continentale) che è basato su un concorso pubblico volto ad accertare le conoscenze teoriche dei candidati. Le capacità e le qualità professionali per essere un buon magistrato vanno però…(leggi tutto)
Daniela Cavallini
La verità storica: QUANDO L’ALTA CORTE PIACEVA AL PD
A proposito dell’Alta Corte disciplinare occorre anzitutto ricordare che nei programmi elettorali delle ultime elezioni (2022) solo un partito ne prevedeva esplicitamente l’istituzione: e quel partito era il Pd. Piuttosto curioso che molti democratici se ne siano accorti solo ora perché non era una novità emersa come un fungo in quel momento preciso. La prima proposta risale all’autorevolissima Commissione Paladin del 1991, che invitava con tale nuovo organo a superare la commistione di un Csm chiamato a mescolare alta amministrazione e giurisdizione. Ma anche nei periodi successivi il tema rimase vivo. Lo ricordo bene per le mie due esperienze parlamentari, al Senato dal 2008 al 2013 e alla Camera dal 2018 al 2022. (leggi tutto)
Stefano Ceccanti
Oltre le menzogne: QUATTRO MITI DA SFATARE SULL’ALTA CORTE
Nel dibattito sulla separazione delle carriere, l’Alta Corte disciplinare è diventata il bersaglio preferito di una campagna di allarmismi frutto più di una difesa corporativa che di un’analisi giuridica seria e sostenibile. Si evocano “giudici speciali”, invasioni della politica, riduzioni delle garanzie, come se la riforma fosse un attentato all’indipendenza della magistratura.
Parole forti, ma fragili nei fatti.
Prima accusa: l’Alta Corte sarebbe un giudice speciale vietato dall’articolo 102 della Costituzione. È un’argomentazione che si rovescia contro chi la formula, perché la riforma…(leggi tutto)
Francesco Iacopino
le regole d'ingaggio
L’ultima è di Saviano: la riforma della magistratura “indebolisce la lotta contro la mafia”. Come dire: dato che i magistrati che dovranno stabilire chi andrà a fare il Procuratore della Repubblica, per dire, a Palermo o a Reggio Calabria, saranno sorteggiati invece che eletti (o meglio, diciamo pure “nominati” dalle correnti), le mafie già festeggiano.
Ma non si era detto che, con questa riforma, le Procure diventano pericolosamente troppo forti ed indipendenti, insomma troppo “poliziesche”? Boh, ma già immagino la pioggia di like e di ospitate a La7.
Gian Domenico Caiazza
“Più indipendenza" - Parla Carmen Giuffrida
CARMEN GIUFFRIDA: Magistratura più indipendente”
Giudice al Tribunale dei Minori e già giudice penale presso la Corte d’Appello di Catania, esamina la riforma sulla separazione delle carriere
Carmen Giuffrida è stata pubblico ministero, giudice penale presso la Corte d’Appello di Catania e ora è giudice al Tribunale dei Minori. Inoltre, ha esperienza internazionale come Procuratore Internazionale ONU in Kosovo, Capo dell’ufficio legale della missione EUPM in Bosnia Erzegovina, manager di un progetto della UE contro il riciclaggio di denaro in Albania, esperto presso il Consiglio dell’Unione Europea in materia di valutazione dei Paesi membri nella lotta alla criminalità organizzata. Abbiamo conversato con lei sulla riforma …
Alberto de Sanctis
“Un passo avanti” Parla Fernanda Cervetti
Correnti e CSM: Parla la giudice penale di lungo corso, Presidente dell’Associazione M.A.G.E.D.
Abbiamo conversato con Fernanda Cervetti, giudice penale di lungo corso che ha svolto il suo servizio in Pretura ed in Corte d’Appello a Torino, oggi Presidente dell’Associazione M.A.G.E.D. (Magistrati, Avvocati, Giuriste Europee Donne), Presidente dell’ANDE Torino (Associazione Nazionale Donne Elettrici) e Membro anziano dell’International Association Women Judges.
Paola Savio
“RIFORMA Pro-cittadino” Antonio Saraco vota SÌ. È una Una riforma per la garanzia del cittadino.
Ad un convegno recente dal titolo “Amministrazione penitenziaria: un’emergenza sociale?”, il Direttore generale dei detenuti e del trattamento, Ernesto Napolillo, si interroga sulla tenuta dell’Ordinamento Penitenziario e ripropone il proprio punto di vista ad un incontro di poco successivo sui 50 anni dalla sua introduzione. Nell’intenzione del legislatore del 1975, dice, il carcere nasce come luogo di segregazione, di separazione tra la società civile e il condannato. Un non-luogo ma anche un non-tempo. Una duplice funzione, quella della pena…
Francesco Iacopino
Uscire dall'emergenza
Le carceri siano luoghi di rinascita”, così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 10 dicembre in visita al carcere di Rebibbia è tornato a dare voce alle detenute e ai detenuti nel giorno in cui si celebra in tutto il mondo l’anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani.
Ancora di recente Papa Leone ha richiamato i potenti alla misericordia e rinnovato l’appello del suo predecessore per “forme di amnistia e condono della pena…” volte a
Sabrina Viviani
Indulto: una soluzione non più rinunciabile
La parola indulto, legata al termine comprensione, ritorna insistentemente nel dibattito pubblico. D’altro canto, se intendiamo davvero comprendere quanto accade nelle carceri, siamo costretti a ricorrere a quell’istituto.
Dinanzi alle vergognose condizioni in cui 64.000 detenuti circa si trovano abbandonati dentro celle malsane che a malapena dovrebbero contenerne solo…
Giampaolo Catanzariti
Uno sguardo nuovo: l'isolamento non può rieducare
Ad un convegno recente dal titolo “Amministrazione penitenziaria: un’emergenza sociale?”, il Direttore generale dei detenuti e del trattamento, Ernesto Napolillo, si interroga sulla tenuta dell’Ordinamento Penitenziario e ripropone il proprio punto di vista ad un incontro di poco successivo sui 50 anni dalla sua introduzione. Nell’intenzione del legislatore del 1975, dice, il carcere nasce come luogo di segregazione, di separazione tra la società civile e il condannato. Un non-luogo ma anche un non-tempo. Una duplice funzione, quella della pena…
Maria Brucale
Stige il fiume infermale
Quando, nel gennaio 2018, l’allora Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri presentò alla stampa i numeri eclatanti della inchiesta denominata Stige (169 arresti, sequestri per oltre 50 milioni di euro), non esitò a celebrarla come una svolta storica nella lotta contro la ‘ndrangheta, spingendosi ad affermare che si trattava di una inchiesta giudiziaria a tal punto esemplare, che avrebbe dovuto esser fatta studiare nelle scuole di formazione dei magistrati.
Sette anni dopo, alla luce degli esiti definitivamente sanciti dalla Corte di cassazione – 100 assoluzioni definitive, restituzione di patrimoni e di aziende nel frattempo spolpate e distrutte…
…
Gian Domenico Caiazza
Il caso Zito: il calvario di due imprenditori
Questa storia inizia a Roma di notte, il tempo del sonno ristoratore ma, certe volte, anche degli incubi peggiori. E finisce a Roma di giorno. Inizia tragicamente e termina con un lieto fine che non cancella, però, né il tragico principio e né il calvario dell’intervallo.
Questa storia riguarda Valentino Zito e suo fratello Francesco, arrestati la notte del 9 gennaio 2018 e assolti entrambi definitivamente, anni dopo, perché il fatto non sussiste. Producono un eccellente Cirò da generazioni. Ha cominciato il nonno. Lo distillano da uve piantate in una terra che fa lo stesso lavoro dai tempi di Pitagora e delle Olimpiadi dell’antica Grecia, quando quel vino si beveva per festeggiare le medaglie d’oro del crotonese Milone. I fratelli Zito sono fra gli eredi di questa tradizione millenaria che, però, a un certo punto, finisce intrappolata in una cella di tre metri per tre…
Francesco Verri
L’intervista: La mia vita travolta. Parla Nicodemo Parrilla
LA MIA VITA TRAVOLTA PER 8 ANNI DA ACCUSE INESISTENTI
L’allora Sindaco di Cirò Marina e Presidente della Provincia di Crotone venne arrestato nella Maxi operazione “Stige” per poi essere assolto.
È l’8 gennaio del 2018. Nicodemo Parrilla, medico di base a Cirò Marina, alle 4 del mattino è tratto in arresto. Figura nell’elenco dei 169 arrestati nella Maxi operazione “Stige”, condotta dalla Procura della Repubblica di Catanzaro. In quel momento, Parrilla è Sindaco del Comune di Cirò Marina e Presidente della Provincia di Crotone. Dopo oltre 8 anni di calvario, rientra nei 100 imputati, arrestati e assolti!
E si racconta a PQM…
Francesco Iacopino
Articolo 111, la Costituzione invisibile
La riforma Vassalli del processo penale (1988), cioè l’epocale passaggio dal modello inquisitorio a quello accusatorio, è stata dal primo giorno avversata dalla magistratura italiana. Questa storia della parità processuale tra accusa e difesa, e del giudice non solo “imparziale”, ma anche “terzo”, non è mai piaciuta.
È diffuso tra le toghe lo struggente rimpianto per quella tossica…
Gian Domenico Caiazza
Voltaire e Robespierre: UNA DIVERSA CONCEZIONE DEL GIUDICE
Se sospendiamo per un momento il clangore della battaglia politica, vedremo confrontarsi attorno alla legge costituzionale che mira a disgiungere l’organizzazione dei magistrati tre distinte concezioni del giudice.
La prima, di ispirazione illuministico-liberale, riscopre la assoluta centralità del valore della imparzialità, ne persegue la realizzazione la più prossima all’ideale e perciò tende a innalzare il requisito al vertice dell’architettura…
Daniele Negri
Di giusto processo e di giuste riforme
Corre l’anno 1999. È l’anno del governo D’Alema e dei Democratici di Sinistra, coalizione L’Ulivo. Alla Giustizia c’è Diliberto, il Ministro “comunista e garantista”. Alle Camere si discute sulla proposta di legge costituzionale per l’inserimento dei princìpi del giusto processo nell’articolo 111 della Costituzione. Lo si fa a 10 anni dall’uscita dal processo inquisitorio, ed è in questa occasione che si tirano le somme: il “nuovo” processo accusatorio porta ancora gli strascichi del vecchio rito. E allora “se veramente si vuole un sistema accusatorio, occorre…
Marianna Caiazza
La conversazione: RIFORMA DELL’ART.111 - Parla Oliviero Diliberto
Oliviero Diliberto è Professore Ordinario di Diritto Romano presso l’Università La Sapienza di Roma, Preside della Zhongnan University of Economics and Law (Wuhan, China), componente di istituzioni accademiche in Francia.
Oggi lo abbiamo invitato a questa conversazione non solo per il suo ruolo di studioso ma perché componente della Camera dei Deputati dal 1994 al 2008, dirigente di partiti politici della sinistra e perché è stato…
Eriberto Rosso
La conversazione: RIFORMA NATA A SINISTRA – Parla Cesare Salvi
«Le origini di quella che è diventata la riforma della separazione delle carriere non erano rivolte a
ridurre l’indipendenza dei magistrati, ma riflettevano uno spirito garantista».
È netto il professor Cesare Salvi, già ordinario di diritto civile, redattore capo della storica rivista
Democrazia e diritto, a lungo parlamentare di PCI e PDS e vicepresidente del Senato. Lo
interpelliamo perché…
Lorenzo Zilletti
29 NOVEMBRE 2025
La necessità di una norma di equilibrio
Non è un bello spettacolo quello della politica che prima annuncia di aver improvvisamente trovato un accordo bipartisan per la nuova formulazione del reato di violenza sessuale e subito dopo verifica che l’intesa mostra la sua inadeguatezza, dunque la necessità di un ripensamento. La realtà è che i temi sono assai complessi, che le norme, per essere ragionevoli, debbono essere ponderate e discusse con i tempi del confronto nel quale debbono essere coinvolti anche gli operatori del diritto. Il legislatore non dovrebbe approvare norme simbolo, drammaticamente …
Sabrina Viviani
Non basta la parola dell'uno o dell'altro
Il progetto di legge di riforma del delitto di violenza sessuale recentemente approvato alla Camera dei deputati può essere certamente salutato come un progresso da un duplice punto di vista. Intanto costituisce il vertice della parabola di una fattispecie che, a partire dalla riforma del 1996, ha progressivamente abbandonato il terreno della morale pubblica per concentrarsi sulla libertà individuale della vittima e, oggi, sull’atto di volontà individuale, quale unico percorso di legittimazione dell’atto sessuale. La riforma consente anche di sbarazzarsi delle ipocrisie del diritto vivente che, pur nel condivisibile intento di…
Roberto Crepaldi
Il paradosso probatorio della riforma
Si discute molto in questi giorni sulla modifica alla norma sulla violenza sessuale che introduce il requisito del consenso “libero ed attuale”, recependo un orientamento della giurisprudenza chiamato, per brevità, del “consenso affermativo”. La violenza sessuale si realizza, secondo questo orientamento, non quando l’atto sessuale è compiuto con violenza o minaccia e quindi nonostante il dissenso, ma quando manca il consenso che in alcuni casi si pretende essere esplicito.
Secondo molti commentatori questa formulazione del reato di violenza sessuale, di fatto, va a determinare un ribaltamento dell’onere della prova. L’accusato non è più “presumed innocent” ma “presumed guilty”. La giurisprudenza in tema di attendibilità del testimone assume che…
Giuseppe Sartori
22 NOVEMBRE 2025
Il coraggio di dire si – (Giandomenico Caiazza) [leggi]
Dico si al sorteggio e alla riforma – Parola di Castiglia – (Alberto de Sanctis ) [leggi]
Partitocrazia e correnti. Parla Nicole Saracino – (Giuseppe Belcastro) [leggi]
15 NOVEMBRE 2025
Gratteri e la matematica della realtà – (Francesco Iacopino) [leggi]
L’eroe infallibile: FENOMENOLOGIA DI (UN) CINCINNATO – (Giuseppe Milicia) [leggi]
Storie della vergogna: IL CALVARIO GIUDIZIARIO DI GIANLUCA CALLIPO – (Antonella Canino) [leggi]
Operazione verità: I NUMERI NON MENTONO BASTA FAKE NEWS – (Pasquale Motta) [leggi]
1 NOVEMBRE 2025
“La giustizia non ha padroni”- (Giandomenico Caiazza) [leggi]
“L’ANM scende in campo. Parla Vincenzo Maiello” – (Lorenzo Zilletti) [leggi]
“L’oblio della “apparenza d’imparzialità” del Magistrato. – (Nicolò Zanon) [leggi]
25 ottobre 2025
“Tanto tuonò che sorteggiò”- (Giandomenico Caiazza) [leggi]
“Sorteggiati e indipendenti contro il correntismo” – (Oliviero Mazza) [leggi]
“Parla Andrea Mirenda – Chi ha paura di un CSM libero dalle correnti?” – (Alberto De Sanctis) [leggi]
“CSM e sorteggio: i rumori di fondo di un racconto confuso ” – (Giuseppe Belcastro) [leggi]
18 ottobre 2025
“Dietro il no, il vuoto”- (Giandomenico Caiazza) [leggi]
“Separazione delle carriere, se l’ultimo miglio è verde” – (Giuseppe Belcastro) [leggi]
“La cultura della giurisdizione secondo Guida al diritto” – (Eriberto Rosso) [leggi]
“La pseudo guida alla Riforma di Guida al diritto” – (Marianna Caiazza) [leggi]
settembre 2025
“Non osi il giudice assolvere”- (Giandomenico Caiazza) [leggi]
“Il giudice, la giurisdizione e le caramelle d’antan” – (Giuseppe Belcastro) [leggi]
“Il giusto processo e il giusto linguaggio – (Iacopo Benevieri) [leggi]
“La sentenza oltre i titoli che gridano allo scandalo. Dal clamore mediatico alla realtà processuale” – (Marianna Caiazza) [leggi]
maggio 2025
“Il giudice e il dubbio”- (Giandomenico Caiazza) [leggi]
“Garlasco: il racconto possibile della giustizia”- (Giuseppe Belcastro) [leggi]
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